Ancora… continuamente imparando la “presenza”

Dopo questo lungo silenzio ho voglia di condividere qualcosa di me con voi.

E’ il secondo giorno nella casa nuova senza nessun lavoro essenziale da fare per organizzare l’abitazione, nel mezzo tra il tempo del Natale e quello di fine anno mi accorgo che qualcosa in me si assesta.

Inizio a sentire che c’è più spazio e meno pressione e anche un movimento di energia disponibile, curiosa e calma.

Posso assaporare la presenza che continuo ad imparare nel contatto con le persone, negli eventi e negli stati mentali e fisici che vivo.

Presenza è riconoscere anche il minimo sottile sentire che dentro di me avvolge e include tutto, anche nelle onde caotiche che in questo anno in cui è nato questo sito sono state intense e frequenti.

Lo spazio per assaporare questa presenza, quando arriva, lo chiamo grazia, lo vivo proprio come la sensazione che tutto è perfetto anche nella sua imperfezione, che ogni gesto o attività dalla più banale alla più importante non lasciano strascichi, sono conclusi in se, mentre progetti e direzioni cambiano crescendo.

Il tempo acquista una dimensione fluida e il suo ritmo è il mio ritmo.

Ancora questa notte, di soppiatto senza nessun preavviso, sdraiandomi a letto ricordi del periodo di malattia di mamma si sono presentati insieme alla piacevolezza dell’abbraccio del mio compagno, mentre il mio corpo iniziava a godersi la posizione orizzontale.

Ancora…imparando la presenza

Non ci sono tecniche per attraversare il lutto e tutti i cambiamenti di questo periodo.
Anche se tutte le tecniche che conosco mi sembra di averle dimenticate, riconosco che affiorano in maniera spontanea, non c’è ricerca e non c’è dubbio.

Vivo il processo nel migliore dei momenti come una grande opportunità di crescita e scoperta di una nuova dimensione di radicamento e nel peggiore dei momenti come un estrema pulizia in cui solo il necessario resterà.

Così questa notte il fastidio e l’angoscia che accompagnano questi ricordi mi attraversavano insieme a una certa curiosità per come arrivano e la sensazione era che il corpo in qualche modo stava rilasciando, semplicemente rilasciando.

Sonno, ricordi, emozioni che scivolavano insieme mentre alcune parti del corpo acquistavano o perdevano consistenza e sensazioni.

Presenza è apprezzare il processo senza direzione e scopo, arrendersi,
come spesso dice il mio maestro.

Poter essere esattamente dove sono è la benedizione che sto attraversando,
con le onde spesse e dense del resistere e rilasciare e le giornate in cui tutto scintilla e c’è silenzio.

Per approfondire:

Per informazioni su sessioni individuali e workshop di gruppo:
Leela 3474488403
info@leelastudio.it

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